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In due giorni, due notizie di indagini per “reati ambientali” sui fiumi e sul verde in città.
Il merito di entrambe le procedure giudiziali non ci riguarda, anche se ne seguiremo con attenzione lo svolgimento.
Interessa il dato politico.
Lo stato grave di inquinamento ambientale in cui versano il Calore e il Sabato e la cura del verde in città devono essere due delle priorità del prossimo governo della città.
Sappiamo che il Comune di Benevento è privo di un piano verde e, in particolare, non ha adottato alcun piano degli alberi.
Come Civico22, insieme ad altre associazioni ed attivisti, abbiamo manifestato più volte per la tutela degli alberi dall’abbattimento indiscriminato e dai nostri laboratori sono uscite analisi e proposte di intervento sui fiumi, a partire dai depuratori.
A Benevento i dati sulla cattiva qualità dell’aria e dell’acqua continuano a dimostrare che l’Amministrazione comunale, in questi anni, non ha avviato alcuna progettazione in tema di politiche ambientali. Mentre tutti sappiamo che proprio le città sono le prime responsabili dei cambiamenti climatici.
Benevento può diventare “laboratorio” di una “conversione ecologica”. Ma dobbiamo fare presto.
Invertendo i dati che ci vedono quale città a bassa la densità di verde storico e parchi urbani di notevole interesse pubblico, addirittura inferiore sia al valore del livello nazionale che a quello regionale; a bassa disponibilità di verde urbano inferiore alla media dei capoluoghi italiani, anche se decisamente superiore (+9,1 punti percentuali) rispetto alla media regionale. (Rapporto Bilancio Equo Sostenibile Istat, 2017)
Occorre una strategia complessiva sull’ambiente: dall’adozione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile ai depuratori, dal piano del verde ai corridoi ecologici, dal piano di riqualificazione energetica degli edifici pubblici all’incentivazione all’utilizzo dell’ecobonus e dei sistemi microclimatici green, dall’intervento per la riduzione della perdita delle risorse idriche alla ripubblicizzazione dell’acqua.
Tutto questo si può fare. Adesso. Bastano solo intelligenza politica e coraggio di cambiamento.