Ho deciso di impegnarmi nella politica attiva per la prima volta e ho deciso di farlo qui a Benevento,
la città in cui sono nato, in cui vivo e lavoro, dove ho costruito la mia famiglia.
Una media città del Sud, ufficialmente povera e con alti indici di disoccupazione ed invecchiamento, con una classe politica che non cambia da decenni, ma che nonostante tutto mi ha dimostrato che le rivoluzioni esistono e che un altro modello di sviluppo è possibile.

Ho cominciato a fare volontariato a quindici anni nelle strade e nelle case e questo mi ha consentito di conoscere Benevento da mille angolature diverse.
Ho collaborato nelle redazioni giornalistiche dal 1996 al 2003, ho contribuito insieme a tanti altri alla nascita del Centro “È più bello insieme”, del Forum del Terzo Settore, del Centro Servizi al Volontariato, dell’Orto di Casa Betania.
Il mio impegno “vincenziano” mi ha portato ad essere in Diocesi Vicedirettore della “Pastorale del Lavoro”, poi Coordinatore della “Caritas Diocesana”, chiamato da Sua Ecc.za l’allora Arciv. Andrea Mugione e da don Nicola De Blasio.
Con diversi amici ed amiche, nel 2016 abbiamo fondato il “Consorzio Sale della Terra” che oggi connette oltre trecento lavoratori ed è presente in sei regioni italiane e nel 2017 è nata la Rete nazionale dei Piccoli Comuni del Welcome.
Due anni fa insieme ad altri amici ed amiche abbiamo avviato l’avventura di Civico22 che oggi, insieme ad altre forze politiche di culture diverse provenienti dall’ecologia, il cattolicesimo, il pensiero popolare e di sinistra, ha costituito la coalizione “ArCo, Polo Civico per il Cambiamento politico, la transizione ecologica ed il nuovo umanesimo” di cui mi onoro di essere il candidato Sindaco.

Vi ho raccontato il passato perché il futuro governo della città parte principalmente da quello che abbiamo già fatto, più che dalle promesse di ciò che faremo.
Il nostro passato esprime la visione di una Benevento che deve proiettarsi verso l’Agenda 2030, essere un modello europeo di città sostenibile che avvii i processi di transizione ecologica, deve essere aperta al mondo ed inclusiva, intelligente, deve valorizzare le sue straordinarie risorse umane, naturali, storiche e culturali. Una città in cui tutti si sentano protagonisti e partecipi.
Questo mio impegno politico lo abbiamo chiamato la rivoluzione gentile del “consenso”, perché, come accade per le persone, una città può rifiorire solo quando ritrova il senso del suo esistere nel mondo.