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W.Whitman, Foglie d’erba

Auguro a Benevento di riscoprire il suo posto nel mondo attraverso il segno coraggioso di una matita,
Attraverso le meravigliose giunture delle nostre mani.

Benevento puΓ² essere una foglia d’erba dimenticata e calpestata dagli elefanti di sempre che l’hanno governata,
Oppure puΓ² essere un miracolo vivente,
in dialogo con i suoi aironi ed i suoi cormorani
PuΓ² essere solo la memoria delle oppressioni e delle esaltazioni mistiche femminili oppure essere una donna straordinaria che cura le sue ferite dell’oggi e che protegge le sue figlie di domani
PuΓ² essere una valle sonnecchiante su cui riposa una dormiente
Oppure unire i suoi fili di erba per una nuova rivoluzione

Benevento ha oggi in mano una matita
e se la matita la potessero stringere il Calore, il Sabato, il Triggio, l’Arco di Traiano, i nostri Rioni, la torre Biffa, il Bue Apis, il Duomo, il campanile di Santa Sofia, i nostri alberi monumentali,
quella matita spazzerebbe come un fiume in piena il veleno delle sue acque e l’abbandono della sua storia

Le case senza cappotto di via Saragat,
Le case mai agibili di via Martignetti,
Le scuole che sono pezzi di vetro rotti
I teatri dalle porte sbarrate
il parco Cellarulo lasciato in fin di vita da sei anni e senza cure palliative,
Le case anonime e prive di un vero indirizzo delle contrade,
L’acqua buona che arriva a pochi e l’acqua cattiva che non disseta metΓ  della cittΓ 
Le campagne prive di acquedotto e senza welfare
Il Ponte Leproso lasciato muto ed indifeso
La plastica lasciata abbondante sulle sponde dei fiumi che risale all’alluvione
L’incrocio dei due fiumi che diventa una discarica abusiva
Se potessero avere le matite disegnerebbero degli arazzi straordinari per la loro democrazia

Le palestre abbandonate
I lavori per fare voti e non lavori
La strada che non si spazza e quella che continuamente si sporca
I cestini troppo pochi e le cacche di animali domestici che offendono gli anziani in passeggio
Le giostrine violentate, gli scivoli divelti, le altalene strappate con rabbia
Il verde che abbonda incolto ed il verde che non c’è
Il mega-parcheggio abbandonato e costato milioni di euro
Gli autobus che girano semivuoti e sonnolenti il pomeriggio
I vagoni per Napoli della Valle Caudina ed i suoi pendolari
Il Centro storico violentato
Se potessero votare lancerebbero matite per svegliarci

I giovani a cui promettono tre mesi di lavoro sotto elezioni,
Quelle che vengono chiamate come hostess dai potenti,
Quelli che aspettano l’ultimo supermercato
Quelli che sono dovuti andar via
Hanno matite fragili, tocca a noi renderle appuntite per loro

Vincenzo Γ¨ senza parlamento e senza governo,
sospeso tra un sistema clientelare ed una avventura familiare,
Attende una risposta da questa cittΓ  matrigna
ed oggi non ha una matita
Tocca a noi impugnarla per lui

Auguro ai ragazzi ed alle ragazze di indossare con orgoglio tutta la nostra storia millenaria ed avere bagagli leggeri, visionari e responsabili
per rinnovare il futuro di una cittΓ  ferita e sfilacciata.
Auguro alle comunitΓ  dei quartieri e delle contrade di andare con gioia ed in gruppo ai seggi, come un immenso giorno di festa, come quando si va allo Stadio, a tifare per Benevento.

Benevento ha nei suoi fiumi tutto il sogno europeo del green new deal,
Ha nel vento le risposte alla sua povertΓ 
Ha nel suo genio le soluzioni innovative per ogni cosa
Ha nelle colline i suoi otri nuovi ed il vino buono
Ha nella sua fede la capacitΓ  di rialzarsi sempre

Che le matite scorrano determinate verso un futuro migliore